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Tortora è ancora il “Caso Italia”

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18.06.2018

Quello che viene chiamato il “Caso Tortora” (e che lui definiva più propriamente il “Caso Italia”, il caso della mala-giustizia, il caso del magistrato che non paga mai, neppure per colpa grave) rischia di scolorire nella memoria collettiva e individuale. Inoltre sono tanti quelli che possiamo definire “gli eroi della sesta giornata”: coloro che ora si “esibiscono” nel tentativo di accaparrarsi dei meriti che non hanno, quando ben altro è stato a suo tempo il comportamento tenuto e ben altre le posizioni assunte. E allora ecco che conviene parlarne, senza stancarsi di farlo, ostinati e pervicaci, senza il timore di “annoiare”. Nessuno deve poter dire: non sapevo, nessuno mi ha detto.

Enzo Tortora viene arrestato nel cuore della notte e trattenuto nel comando dei carabinieri di via in Selci a Roma, fino a tarda mattinata: lo si fa uscire solo quando si è ben sicuri che televisioni e giornalisti sono accorsi per poterlo mostrare in manette. La prima di una infinita serie di mascalzonate. A distanza di tanti anni da quei fatti, conviene ancora cercare la risposta alla domanda: perché è accaduto quel che è accaduto? Alla ricerca di una soddisfacente risposta, si affonda in uno dei periodi più oscuri e melmosi dell’Italia di questi anni: il rapimento dell’assessore all’Urbanistica della Regione Campania, il........

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