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La Costituzione è razzista?

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17.01.2018

L’orrore, la repulsione per le discriminazioni razziali io non li ho concepiti dopo la fine del fascismo. Nella mia famiglia se ne parlava e si era certi che si stava consumando la strage degli ebrei fin dai primi anni di guerra. Sapevamo, udivamo spesso mio padre parlare con angoscia del pericolo in cui versavano alcuni suoi amici ebrei e tutti gli altri. Sapeva, come chiunque altro che non volesse non sapere.

Ma la coscienza della complessità, delle complicazioni, delle questioni razziali io l’ho acquisita in un preciso giorno, durante l’occupazione nazista, sentendo il racconto di un contadino che, rischiando la sua pelle, aveva dato ricetta a due prigionieri di guerra americani, fuggiti l’8 settembre da un piccolo concentramento nelle vicinanze. Uno di loro era bianco, l’altro nero. Pare che, dovendo traslocarli in un altro fondo, per il primo aveva progettato di fargli attraversare il paese, dietro un asino. Senza parlare, dicendo ogni tanto alla bestia: ah! ah! Ma al secondo aveva detto di non poter fare altrettanto. Avrebbe dovuto fare un lungo giro. Questi si era “ingrugnato”, l’aveva presa male. E il suo compagno bianco aveva spiegato al contadino che l’aveva offeso. “Offeso perché? – Perché gli hai detto che è nero! – E che è bianco?” gli aveva risposto e ancora si domandava il brav’uomo. Dei tre, mi resi conto in seguito, il meno razzista di tutti era il........

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