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Applausi per Castellitto nei panni di Rocco Chinnici

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17.01.2018

E no. Non ce l’ho fatta. L’emozione ha prevalso e così, invece di fare la mia bella domanda secca e povera, mi sono commosso alle lacrime. Perché? semplice: all’inizio anni Ottanta, giovane consigliere ministeriale, ho vissuto all’interno dell’altro pilastro istituzionale (il primo, è il versante della magistratura inquirente) per il contrasto alla grande criminalità, l’impotenza dello Stato dinnanzi al dispiegarsi della potenza militare e stragista della mafia corleonese. Ho vissuto in diretta le storie dei caduti, la rabbia dei servitori dello Stato in divisa che volevano farsi giustizia e fare giustizia ai colleghi e ai magistrati caduti. Tanti, troppi, Come Terranova, Costa, Dalla Chiesa e poi Rocco Chinnici. La sua storia, raccontata nel libro autobiografico di sua figlia Caterina, è oggi intensamente ricostruita e rappresentata nel film che ha per titolo il nome del magistrato, prodotto da Luca Barbareschi in collaborazione con Rai Fiction,........

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