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Il cinismo di Salvini e il delirio di Macron

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13.06.2018

Emmanuel Macron, il parvenu dell’Eliseo, non l’ha mandata giù. Abituato com’era a dare ordini ai governi-zerbino del centrosinistra a Palazzo Chigi, il pugno duro di Salvini sull’immigrazione proprio non se l’aspettava. Si era lasciato convincere, dalla lettura dei “giornaloni” italiani, che il neo-ministro dell’Interno italiano non avesse alcuna capacità di governo. Invece, quando ieri l’altro Salvini ha usato la vicenda della nave Aquarius per rompere lo stallo europeo e mettere in mora i partner, al povero Macron è preso un coccolone. Da qui la reazione scomposta di ieri contro il nostro Paese. Irresponsabili, cinici e vomitevoli ci ha definito per interposti portavoce. Parole velenose che, tuttavia, mostrano una grave debolezza politica del parvenu dell’Eliseo che non deriva esclusivamente dalla coscienza sporca francese sul tema dell’accoglienza degli immigrati.

Per dirla tutta, a Macron dei poveri disgraziati ripescati in mare dall’Aquarius non frega nulla. Come non frega niente della sorte dei migranti che si mettono in marcia dall’Africa per raggiungere le fertili terre d’Europa. Macron quelli lì non li vuole a casa sua, come dimostrano gli energici respingimenti operati dalla “Gendarmerie Nationale” sulla frontiera di Ventimiglia. Allora perché se l’è presa tanto da scadere nell’insulto? Il damerino parigino, profittando della debolezza masochista dello scialbo Paolo Gentiloni, si preparava a fare........

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