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In Nicaragua la rivoluzione è fallita

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14.06.2018

Trovo molto difficile restare in silenzio sugli ultimi fatti successi in Nicaragua. Con prudenza e per non deludere una certa sinistra, finora mi ero limitato a esprimermi in circoli molto ristretti. Ma sento che è ora di farlo pubblicamente. Per me è doloroso riconoscere la deriva autoritaria di Daniel Ortega e del suo governo. Non invano, alla fine degli anni settanta ho aderito alla solidarietà con la rivoluzione sandinista, ho viaggiato in questo paese, di cui ormai mi sento parte, non meno di 25 volte, vivendoci e lavorandoci per un po’ come giornalista, e mi sento sandinista intellettualmente e sentimentalmente.

Quindi, almeno finora, sono stato anche complice di un atteggiamento di sinistra che consiste nel mettere a tacere, silenziare e voltare le spalle a realtà che non ci piace criticare perché pensiamo, erroneamente, che facendolo danneggiamo la nostra causa. Al contrario, dovremmo essere partecipi del principio etico secondo cui la verità è sempre rivoluzionaria. In realtà, ciò che ci fa male è coprire e giustificare le azioni della sinistra che devono essere criticate da altre persone di sinistra. Da una posizione sana, dovremmo essere interessati a chiarire la verità, per rafforzarci politicamente e moralmente.

Nel momento in cui scrivo questo articolo, le cifre fornite da Amnesty international parlano di più di ottanta di morti e oltre 800 feriti, molti dei quali a causa di colpi di proiettile. Dati che coincidono con quelli offerti dal Centro nicaraguense per i diritti umani (Cenidh), che indica anche un numero indeterminato di persone scomparse. Le cifre ufficiali si collocano su dati simili. Questo massacro è il risultato di un dispiegamento repressivo della forza la cui responsabilità politica ricade sul presidente Daniel Ortega. Se un governo di sinistra spara a chi protesta, come ci differenziamo dalla destra?

Ma che succede in Nicaragua? Perché così tante persone si sono ribellate? Daniel Ortega è tornato al potere nel 2007, quasi vent’anni dopo la sconfitta contro l’Unión nacional opositora (conservatrice) che nel 1990, con Violeta Chamorro come candidata, vinse le prime elezioni dopo gli anni dei sandinisti al potere (1979-1990). Ortega ha dovuto fare un lungo........

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