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I giorni cruciali del Venezuela

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09.08.2017

Ci sono due versioni dell’assalto lanciato il 5 agosto alle caserme militari di forte Paramacaynello stato di Carabobo. Il governo venezuelano dice che gli assalitori in parte sono stati uccisi o arrestati, e che è aperta la caccia all’altra metà, circa una decina di persone.

Il sergente Giomar Flores, che a giugno ha disertato dalla marina venezuelana e oggi vive in Colombia, ha dichiarato al Guardian che l’attacco è stato un “successo totale. Ci siamo impadroniti di quattro battaglioni e uno ha opposto resistenza”, ha raccontato, affermando di essere in contatto diretto col capo dell’assalto, il capitano Juan Caguaripano. I ribeli si sono impadroniti di una “grande quantità di armi”, perlopiù fucili d’assalto, e si sono allontanati senza subire perdite.

Indipendentemente da quale versione scegliate come buona, i testimoni affermano che molti civili residenti vicino alla base a Valencia, la capitale del Carabobo, siano scesi in strada per sostenere i ribelli. La guerra civile in Venezuela non è ancora una realtà, ma la situazione è quantomeno incendiaria.

A cosa serve l’assemblea costituente
L’attacco è arrivato appena una settimana dopo l’elezione dei componenti dell‘“assemblea costituente” voluta dal presidente Nicolás Maduro, sempre più sotto pressione. Non stupisce che le opposizioni abbiano boicottato il voto, visto che l’obiettivo della nuova assemblea è riscrivere la costituzione e impedire la........

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