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Contro Donald Trump non c’è ancora la prova decisiva

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12.07.2017

Da bravo giornalista diligente, mi sono messo online pochi minuti dopo aver saputo che Donald Trump junior aveva postato su Twitter alcune email “incriminate” relative al suo incontro con l’avvocata e lobbista russa Natalia Veselnitskaja. Ho aperto il sito del Washington Post e lì, incastrato tra un paragrafo e l’altro del loro articolo principale, una pubblicità reclamizzava il cofanetto della serie The walking dead. E ho pensato che…

La realtà è che ho pensato che la vicenda puzzasse lontano un miglio ma che per Trump non fosse ancora arrivata la “pistola fumante”. I morti continueranno ad andarsene a spasso ancora per un po’.

Le email dimostrano che Junior (non un giovane ingenuo ma un uomo d’affari di 39 anni che ha spesso lavorato in Russia) ha incontrato la lobbista russa nella Trump tower insieme al marito di Ivanka, Jared Kushner, e Paul Manafort, allora responsabile della campagna di Trump senior. Ai tre era stato detto che Veselnitskaja era un “avvocata del governo russo”.

Rivelazioni parziali
Le email mostrano pure che Trump junior era convinto che Veselnitskaja avrebbe “fornito ai responsabili della campagna di Trump alcuni documenti e informazioni ufficiali che avrebbero portato all’incriminazione di Hillary a causa delle sue relazioni con la Russia, e che sarebbero risultati molto utili a tuo padre”. Così gli aveva detto Rob Goldstone, lo sfuggente promotore musicale che ha agito........

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