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I dieci selfie dell’Italia migliore

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13.01.2018

C’è un collegamento sempre più chiaro tra la modernità delle produzioni e la capacità di competere. Dove l’innovazione con il carattere di “sostenibilità” è prevalente, le quote del made in Italy nello scacchiere mondiale sono più alte, facciamo meglio in termini di valore aggiunto, sembriamo essere usciti meglio dalla doppia recessione.

Nelle dieci “istantanee” del rapporto che la Fondazione Symbola pubblicherà oggi ci sono altrettanti primati, focus su settori o indicatori in cui l’Italia sa restare ai vertici e magari anche migliorarsi.

Trade performance, uso efficiente delle risorse nella produzione, green jobs, design, moda, cultura, agroalimentare, farmaceutica,legno arredo, meccanica.

La forza dell’export
La crescita delle nostre esportazioni nel 2017 ( 7%) è un risultato collettivo. Il meglio del made in Italy ha contribuito in modo determinante. E il risultato ancora una volta è la posizione da protagonisti nel Trade Performance Index (l’indicatore elaborato da Unctad e Wto): siamo primi, secondo o terzi per le esportazioni in 8 macrosettori su 14 considerati (dietro solo alla Germania, che è sul podio in 9). Alcuni settori hanno “battuto” prima di altri la crisi, come la farmaceutica che tra il 2010 e il 2016 ha visto una........

© Il Sole 24 Ore