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I miei amici di sinistra, ovvero la causa del mio eterno sconforto

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14.06.2018

Quando elenco le cause del mio eterno sconforto, in cima alla lista non ci trovo mai la Terza guerra mondiale, la progressiva accettazione del razzismo, l’opposizione ai vaccini o i quotidiani attacchi alla competenza in politica. Niente di tutto questo: la cosa che più mi butta giù è il fatto che far digerire la Realpolitk ai miei amici mi costa più fatica di quanta non ne fosse costata ad Anna dei miracoli per far pronunciare la parola “acqua” a Helen Keller.

Ho trascorso gli ultimi anni della mia giovinezza circondato da gente che, pur dicendosi più a sinistra di me, ha sprecato ogni secondo della sua giornata accusando il Pd di essere un partito reazionario, razzista, omofobo e classista. Il tutto mentre sotto il loro naso proliferavano indisturbate le peggiori muffe sovraniste, mentre prendeva corpo (e voti, milioni di voti) un movimento che è riuscito a imporre l’assurda narrativa per cui non serve più fare distinzioni tra destra e sinistra. Sono loro, i miei amici di sinistra (“quella vera”, come si ostinano a ripetermi), gli stessi che si illudono di poter cambiare il mondo con uno status su Facebook e qualche girotondo boldriniano, ad avermi fatto irrimediabilmente perdere fiducia nell’umanità.

Anche in questi giorni, messi davanti........

© Il Foglio