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Chi crede al potere salvifico di biblioteche e teatri va difeso come i teneri panda

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06.12.2018

Ci sono persone lontane anni luce da me per carattere, cultura e formazione alle quali proprio non riesco a voler male. Sono quei tizi che inorridiscono quando sentono parlare di realpolitik, coltivano sogni di purissimo antagonismo e rincorrono con encomiabile perseveranza la propria vocazione minoritaria.

Nonostante la pensino in maniera molto diversa da me quasi su ogni cosa, la loro capacità di finire puntualmente travolti dagli eventi, me li rende simpatici. Si tratta di persone che – come il Corky St. Clair di Christopher Guest in Waiting for Guffman – vivono in una condizione di perenne innocenza o, se si volesse cercare il pelo nell’uovo, di ininterrotta fedeltà al personaggio che si sono ritagliati addosso: esseri umani che sono tutt’uno con la propria finzione, come attori costantemente in character, dentro e fuori dal set.

Sarò stupido, ma a persone così io non posso che volere un mondo di bene.

Per assurdo, questa gente che è convinta di essermi nemica, è proprio quella che tengo più vicina al mio cuore, perché la loro esistenza riempie la mia vita. Uno più malizioso di me potrebbe definirli naïf, ingenui o addirittura contortamente masochisti. Io mi limito a leggere in queste persone – vittime della loro bontà e degli eventi che li travolgono – una vena di dolce tristezza fantozziana che risveglia in me degli insopprimibili moti di tenerezza e, siccome sono figlio degli anni Novanta, delle ondate di voyeurismo spinto.

Qualche giorno fa, per esempio, mi è capitato di leggere su Facebook di una brutta avventura capitata a Christian Raimo. Christian è uno scrittore, un traduttore, un editor, un attivista di sinistra, un insegnante e, dall’estate del 2018, l’assessore alla Cultura del III Municipio a Roma, una porzione settentrionale della capitale che conta oltre 200.000 abitanti e che si estende a ovest del Tevere.

Nel corso di questi mesi, Christian non si è certo risparmiato: ha organizzato e animato numerosi........

© Il Foglio