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Di Maio e l’èra dell’incompetenza. Ora interviene anche sullo statuto della Bce

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12.07.2018

Siamo in piena età dell’incompetenza, come ha ben spiegato Tom Nichols, professore alla Harvard Extension School, nel mirabile “La conoscenza e i suoi nemici. L’età dell’incompetenza e i rischi per la democrazia” (Luiss, 2017). L’ennesima dimostrazione ce l’ha data il ministro per lo Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, intervenuto a “Omnibus” su La7.

In assenza di qualsiasi conoscenza, anche vaga, di economia, finanza e sistema delle banche centrali, il ministro ha detto la sua sulla Banca centrale europea, il cui statuto dovrebbe essere cambiato e “la Bce deve fare veramente la banca centrale (tautologico, sic, ndr) e intervenire nell’economia di tutti i paesi”.

Siamo alla follia. Una volta si stava zitti, in assenza di competenze specifiche. Oggi, in qualità di ministro, ci si permette di pontificare su temi complessi dove un ruolo rilevante lo ha giocato la storia europea del Novecento.

Come insegno ai miei studenti di Sistema finanziario, lo statuto della Banca centrale europea ha come modello quello della Banca centrale tedesca, la Bundesbank, l’“inflation buster”, il cacciatore di inflazione. Quando negli anni Novanta si decise, dopo il Rapporto Delors (1989), di iniziare il percorso verso l’Unione economica e monetaria (Uem), si pose il problema di quale ruolo assegnare alla Banca centrale europea (nata sulle ceneri dell’Ime, Istituto........

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