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Massacrato di botte dentro casa. Il titolare di Hai-bin: un inferno 

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06.12.2018

PESCARA. «Mi hanno massacrato di botte, con un cacciavite alla gola. Me li sono ritrovati a casa, appena sono rientrato, ed è iniziato il mio inferno».Ye Liang Shi, 74 anni, fondatore, insieme alla figlia Yeru, dello stabilimento-ristorante cinese Hai Bin, in viale della Riviera, ha il volto tumefatto, un polso ingessato e la testa piena di ferite, quelle lasciate dal cacciavite con il quale i malviventi lo hanno tenuto sotto minaccia per circa mezz’ora prima di ottenere i soldi e tutto quello che di valore c’era in casa: diecimila euro prelevati dalla cassaforte, altri duemila trovati nel borsello dell’uomo e un Rolex del valore di circa sette mila euro. Poi l’hanno legato mani e piedi con dei vestiti e il filo del ferro da stiro e sono scappati. Erano in tre.

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