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La visita di Erdogan in Vaticano non sia una passerella ma un'occasione per parlare di diritti

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19.01.2018

Per poche ore, la scorsa settimana, era sembrato che in Turchia fossimo davanti a una svolta. Una presa d'atto che ancora esistesse lo Stato di diritto nel paese o, quanto meno, che gli organismi costituzionali potessero ancora esercitare un controllo dei precetti alla base della Costituzione turca.

Ma i fatti degli ultimi giorni tracciano, o meglio confermano, un quadro tutt'altro che tranquillizzante. A cominciare dalla decisione del presidente Recep Tayyip Erdogan di prolungare lo stato di emergenza, dichiarato all'indomani dello sventato golpe del luglio 2016.

Ancora prima a chiarire l'orientamento delle autorità governative e giudiziarie turche era stata la decisione dei Tribunali penali che hanno in carico i procedimenti nei confronti di Mehmet Altan e Şahin Alpay, economista e editorialista il primo, giornalista il secondo, per i quali la Corte Suprema aveva sentenziato che la loro detenzione fosse lesiva dei diritti della persona, disponendone di fatto la scarcerazione.

Per la prima volta, ha scritto nei giorni scorsi Cumhuriyet, autorevole testata turca di opposizione, nella storia della Repubblica di Turchia una sentenza della Corte Costituzionale non viene........

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