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Stupro a Firenze, il carabiniere: «Ho fatto tutto quello che decideva il capo»

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14.09.2017

«Ho sbagliato, ma ho fatto tutto quello che decideva il capopattuglia Marco Camuffo». È questa la versione consegnata ai pubblici ministeri da Pietro Costa, uno dei due carabinieri accusati di aver violentato insieme al suo superiore le due studentesse statunitensi, una settimana fa a Firenze. E la strategia difensiva appare evidente: sminuire il proprio ruolo, dimostrare di essersi adeguato, anche se poi non può negare di aver avuto con la ragazza un rapporto sessuale. Entrambi i militari lo ammettono, anche se sostengono che «non c’è stata alcuna violenza, si è trattato di un momento di debolezza, perché le ragazze insistevano a invitarci a casa». Dichiarazioni che aprono nuovi e inquietanti interrogativi proprio sulla loro condotta, ma anche su quanto accade di notte durante i servizi di........

© Corriere della Sera