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«Il mondo dell’auto avrà un futuro elettrico. La tecnologia è strategica per la competizione»

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14.09.2017

Sono passati due anni dall’insediamento di Matthias Müller a capo della Volkswagen. Il 23 settembre del 2015 Martin Winterkorn si dimette. Due giorni dopo avviene il passaggio a Müller, classe 1953, che diventa così uno degli uomini in grado di orientare l’intero settore automotive e una delle più forti economie mondiali, la Germania. Dalla sua ha un’educazione legata al mondo della tecnologia (ha studiato computer science alla Munich Universities di scienze applicate) e una lunga carriera nel gruppo. Al momento del cambio è a capo di Porsche, uno dei brand più prestigiosi della Vw. E soprattutto può contare sul prestigio personale e la fama uomo dai tratti anche aspri, sicuramente diretto. Senza l’ombra di una discussione all’interno dei vertici e delle due famiglie Piëch e Porsche che controllano il gruppo (che vede la presenza anche della Bassa Sassonia come azionista importante), diventa così l’uomo che deve consolidare il primato europeo e mondiale della Volkswagen oltre che fermare l’onda lunga scatenata dalle critiche e dalla pubblicità negativa legata al mancato rispetto delle norme sulle emissioni diesel negli Stati Uniti, costata a VW una pesante multa. Oggi, a due anni di distanza, il mondo guarda a Wolfsburg per capire quale sarà il futuro dell’auto. Della mobilità. E persino dell’economia vista l’enorme quantità di ricchezza che il settore è in grado di realizzare in ogni angolo del globo. Dall’evoluzione delle vetture e del trasporto dipenderà molto della organizzazione della nostra vita futura. L’aspetto stesso delle città, delle nazioni, sarà modellato da quell’autentica rivoluzione che è in atto nel mondo delle quattro ruote. Una rivoluzione spinta e alimentata dalla tecnologia, da nuove sensibilità ambientali dei clienti, delle comunità. Al Salone dell’auto di Francoforte se ne ha la plastica evidenza in quei modelli dove auto a guida autonoma e senza volante, a propulsione elettrica sembrano colpire l’immaginazione dei visitatori. «Flessibilità e cambiamento» sono i concetti che ricorrono di più nelle parole di Müller. I suoi occhi chiari, resi meno freddi dal sorriso che gli illumina il volto si muovono verso quel prototipo........

© Corriere della Sera