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Mondiali di calcio Come un Natale senz’albero. E spero che vinca il Senegal

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14.06.2018

Alle 17 a Mosca, stadio Luzhniki, comincia il Giudizio Mondiale. «Ma noi non ci saremo», che non è solo il caro, triste refrain di una canzone dei Nomadi scritta da Guccini , ma l’italica realtà pallonara che ci vuole amaramente fuori dai giochi. Un nomade della panchina come Bora Milutinovic ha detto una santa verità: «Un campionato del mondo senza l’Italia è come un 25 dicembre senza albero di Natale».

Sono nato nel 1969, undici anni dopo Svezia 1958, l’ultima assenza degli azzurri a un Mondiale di calcio, e non mi era mai capitato di assistere a uno di essi da semplice spettatore neutrale. In questa melanconica vigilia confesso che non sarà facile appassionarsi, a partire da una gara inaugurale che, specie agli amanti del pallone, propone un non augurabile........

© Avvenire